Alisa Bystrova (opera)

Alisa Bystrova (opera)

Fabrizio Cicero (bio)
Apprezzo il disegno come arte dell’estraneazione e della comunicazione. Guardavo per ore mio padre che riproduceva le copertine di tex,di conseguenza mi sono avvicinato al miraboleggiante mondo dell’arte. Ho frequemtato il liceo artistico di Barcellona P.G. dove ho coltivato gli effeti della luce sui corpi ,le proporzioni etc. Continuo a dipingere anche adesso che i miei studi hanno preso una direzione differente. Dipingo soggetti interessanti calati in ambienti surreali,cerco di riprodurre sensazioni. Amo dipingere supportato da un tappeto sonoro,a volte mi lascio guidare dalle note,c’è istinto e calcolo come nella vita del resto.
Ho fraquentato il Liceo Artistico e l’Istituto Tecnico per il Turismo di Barcellona P.G. diplomandomi in ambedue i casi con voti 81 su 100. In seguito ho conseguito la laurea in Tecnologie della comunicazione nella facoltà di scienze della formazione di Messina con voti 106 su 110.Ho partecipato a varie mostre: quelle scolastiche di fine anno, la mostra “linguaggi mutanti”,2 edizioni de “La giornata dell’arte” a Barcellona P.G.,”Martelive” con esibizione dal vivo a Roma. Inoltre ho realizzato disegni per un sito internet,locandine,manifesti,copertine per cd,feste nazionali,esibizioni musicali.

Diego Bonomo (bio/la collezione)
Nasce a Tivoli nella provincia romana il 9 settembre 1976.
Occhio curioso che lo porta a ricercare la casuale bellezza e l’unicità di momenti irripetibili per poterli congelare in una foto e dare loro una giusta rivincita.
“Cerco di mostrare e rendere giustizia ai piccoli momenti che ogni giorno orbitano intorno alla nostra esistenza. Attimi intrisi di poesia, di tragedia e di ironia che spesso non vediamo, li perdiamo a favore del nostro ormai abitudinario correre senza accorgerci della bellezza di ciò che invece succede oltre i lati del nostro percorso”.
Ammiratore di Doisneau e di Herwitt cerca di uscire dal classico reportage di strada fissando singoli momenti, non per testimoniare un epoca quanto per esaltare la magnificenza di un attimo.
Luce e colori
Non disdegna il bianco e nero anche se, andando forse controcorrente rispetto alla maggior parte di fotografi street, le sue foto sono quasi sempre a colori. Colori per lo più urbani, di città, colori che non sacrifica mai indiscriminatamente in favore al bianco e nero.
“Alcune foto le vedo già in bianco e nero quando inquadro, altre una volta scattate lo richiamano a gran voce ma spesso cedo di fronte ai colori, che sia il rosso di una maglia, il verde di un prato, o l’arancione di un muro trovo sia un delitto desaturarli completamente.
I colori sono vita, gioia, sono ingredienti marginali ma spesso essenziali per creare l’atmosfera di una foto”.
Inspirato dai giochi di luce serali e dalle fotografie di Sabine Weiss, Diego Bonomo trova nella fotografia serale/notturna quella realtà dove le persone diventano sagome più o meno visibili, più o meno delineate, dove il singolo uomo perde la propria somaticità per poter rappresentare chiunque.
“L’illuminazione di un palo fende il buio spalmato sul muro di un palazzo del 700, passa un uomo in quello spot di luce. Chi è?Dove sta andando?Quali sono le sue storie?Potrei essere io, potrebbe essere chiunque, passava inosservato prima e dopo quella macchia ma per un attimo è stato il protagonista di un quadro urbano.
Ecco cos’ è per me la street photography, quando il caso prepara una scena teatrale ma non la grida , la lascia li silenziosa per pochi attimi, per pochi spettatori, solo per chi ha voglia di vedere.”

Valentina Luzi (bio/pensieri)
Artista che spazia dall’arte digitale all’arte polimateriaca; dalla video-art sino alle installazioni artistiche, mezzo che privilegia e nel quale riesce ad esprimere in pieno le sue capacità.
Stringilo forte.
Mordilo,
cosicchè il suo sapore posso imprimersi nella
tua bocca e pezzi di lui incastrarsi tra i tuoi denti.
“Così non mi lascerà mai, e anche quando dovrà farlo
continuerò a masticarlo e ad ingoiarlo, a sentire il
suo sapore nella mia bocca, a sentire il suo tepore
nel mio stomaco perchè io lo amo più di ogni altra
cosa”.
Custodiscilo sul palmo della tua mano.
Chiudi il pugno,
cosicchè il suo sangue possa scivolarti
sulla pelle e pezzi di lui incastrarsi tra le tue
unghie.
“Così non mi lascerà mai, ed anche quando dovrà farlo
continuerò a sentirlo sulla mia pelle, a sudare il
suo sangue, a fondere il suo colore con il mio perchè
io lo amo più di ogni altra cosa.
Dipingerò il suo viso, i suoi occhi, le sue mani,
le sue braccia su ogni volto che incontrerò,su tutti
gli occhi in cui mi specchierò, lo farò con il nero
pianto dalle tue pupille soffocate dalla luce.
Dipingerò la sua voce anche quando non rimbomberà più,
il perpetuo eco che fa vibrare il mio corpo,
lo dipingerò rubando i colori al vento.
Dipingerò le tue labbra con la lingua e mischierò
salato e dolce, la saliva colerà lenta e calda dolce
e amara.
Dipingerò il tuo corpo sul mio e lascierò che sarà la
tua anima a farlo.
Dipingerò la tua amina e lascierò che sia lei a
farlo… quando la mia sarà sua.”

Rebecca Belli (intervista)
Artista io?!?! Ma anche no! Piuttosto maniaca dell’immagine, dell’inquadratura e dei colori…di tutto ciò che respira e non respira…di tutto ciò che può trasmettere qualcosa. Flash, fotogrammi, situazioni…ad ogni mio passo un click! Una foto! Siamo circondati da immagini, informazioni, bellezze che io cerco di carpire e fare mie.
Negli scatti esposti ad Aperitivo d’Arte ho voluto trasmettere il mio modo di vedere il Marocco, attraverso la sua gente, i suoi ritmi e la sinfonia in cui si muove tutto.

Damiano Tullio (bio)
Nasce a Roma il 9 marzo del 1979. Già dalla prima adolescenza grazie all’influsso della madre scenografa, mostra interesse e sorprendente propensione per l’Arte, uno dei punti cardine costanti del suo percorso evolutivo, laureato in Lettere, con indirizzo Demo-Etno-Antropologico, l’artista esperisce la vita e i colori del mondo, assorbe visioni, si inonda delle forme della passione, soprattutto attraverso il viaggio con esperienze formative in città d’arte come Parigi, Londra, Sydney. Di questi viaggi, riflette tutta la carica di vitalità, erotismo, sapere ed esotismo, nell’arte che, già da giovanissimo, produce, partecipando a numerose esposizioni sia personali che collettive. Una stretta relazione si palesa tra l’approccio al mondo, alla natura e alla cultura, così concreto, positivo, reazionario, variegato, e la scelta dei materiali che usa per le sue opere: oltre ad acrilici, paste-volume, gesso, cemento, legno e metallo, Damiano Tullio fa largo uso di materiali riciclati, oggetti del mondo, dal mondo dimenticati, a cui l’artista dona una nuova vita, riorganizzandoli in simboli, coloratissimi e materici, di una ribellione irruenta nei confronti di quello stesso sistema culturale da cui gli oggetti provengono
Damiano Tullio
Nicola Pietravalle (bio/collezione)
Acquario ascendente scorpione, maestro d’arte, grafico pubblicitario, massaggiatore ayurvedico.
I colori dell’acqua
Particolari di un fiume, il Santerno, che scorre in Romagna. Le immagini, un mezzo per ricordarci che apparteniamo alla natura che ci circonda e che tanto più ci separiamo da essa, tanto più tendiamo a perdere la nostra identità.
Osserviamo spesso la natura e più in generale ciò che è intorno a noi, in modo frettoloso, superficiale, dando queste presenze come scontate.
Il mezzo fotografico ci consente invece di fermare noi stessi, fermare il nostro sguardo e ritrovare quelle sensazioni che la natura può offrirci, quelle sensazioni che più intimamente, con semplicità, senza sforzo, donano al nostro essere nutrimento, bellezza e benessere.
Le immagini sono stampate su carta Cotone, in formato cm. 60 per 40. Sono disponibili, su richiesta, presso l’autore.

Valin Januac (bio)
Sole in Pesci, Ascendente in Sagittario e Luna in Vergine. Passioni variabili, interessi riciclati e riciclabili. Trasformista e cerebralmente contorsionista, attratta e tendente a voli pindarici noti ed eventuali, con piacevolissime e dilettantissime apnee in rilassanti studi su qualsiasi disciplina, costume e metodo.
Antipasto in Filosofia e tesi in Estetica decide di passare dalla teoria alla pratica, Disegno Industriale con tesi in Disegno Automatico applicato alla Scenografia. Attualmente impegnata nell’ultimare la magistrale in Progettazione
delle Scenografie, degli Allestimenti e delle Architetture d’Interno con terza tesi in progress nei ritagli di tempo eventuali che intercorrono qui e lì nei giorni dell’ozio.
Miglior definizione attribuitale: un cocktail esplosivo di bellezza e intelligenza.
La prima serie pittorica è del 1997 a cui appartengono le Boiled faces, ovvero le Facce lesse del simbolismo orfico. Seguono una serie gotica e le due crocifissioni con il Cristo giallo a forma di serpente-spermatozoo.
Nel 2002 la bellissima “Venere che esce dalle acque” è l’ultimo lavoro del simbolismo orfico. Nel 2006 la svolta pittorica dopo tre anni di silenzio grafico con la serie BodyLine 001 2006, composta di otto tele con tema il corpo che mantiene un codice. Si tratta di un’elaborazione nata dopo un lungo studio grafico e artistico maturato proprio in parallelo con gli studi di design. Le tele di BodyLine 2006 sono in bianco e nero più colore, secondo le più contemporanee esigenze della minimal art e della pop. Il codice nascosto nella prima serie di BodyLine è ArtDesign, inteso sia come arte progettuale a priori che come arte del segno stesso nella sua rappresentabilità puramente grafica.
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